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Vivere con l'asma - Asma e Sport

Il bambino in età prescolare vive l’attività fisica in modo spontaneo, privilegiandone l’aspetto ludico.
In età scolare tale attività tende a organizzarsi progressivamente fino ad acquistare il carattere di competizione e a sfociare, in alcuni casi, nell’agonismo.
È quindi fondamentale far sì che tale esigenza motoria sia un contributo per l’armonico sviluppo fisico e psichico del bambino.

Il compito del genitore/educatore diviene particolarmente delicato nel momento in cui si trova di fronte a bambini con malattie respiratorie, asma in particolare.
In tal caso è fondamentale rivolgersi al pediatra per una corretta gestione di una problematica che può influenzare pesantemente l’attività fisica del bambino.
L’esercizio fisico, infatti, è spesso causa di crisi di asma nei soggetti asmatici, in particolare nei bambini e negli adolescenti, e si profila come una condizione che limita le abitudini di vita.

La paura di crisi asmatiche indotte dall’esercizio fisico porta i genitori a un comportamento iperprotettivo innescando un circolo vizioso che si ripercuote sulla malattia stessa, favorendo la sedentarietà, l’obesità e il progressivo isolamento del bambino.

D’altra parte l’asma bronchiale, opportunamente trattata, non rappresenta un grosso limite all’esercizio fisico. Il pediatra saprà fornire la terapia e le indicazioni più appropriate.


In ogni caso vanno tenute in considerazione alcuni precauzioni e regole generali di base.
  • Valutare con il pediatra la possibilità di effettuare attività fisica e le relative modalità (tipo di esercizi, durata, precauzioni).
  • L’educatore deve essere informato della patologia del bambino, delle indicazioni del pediatra relativi all’attività fisica, alle precauzioni necessarie e delle modalità di intervento in caso di crisi.
  • Evitare l'attività fisica in ambienti dove è presente una forte carica allergenica, come nelle palestre con moquette, oppure, per i soggetti sensibili ai pollini, in campagna durante il periodo di fioritura delle piante.
  • Evitare l’attività in ambienti ad alto inquinamento (in mezzo al traffico in città) e in condizioni climatiche rigide: privilegiare un ambiente caldo e umido
  • Non tutti gli sport sono uguali: le caratteristiche per la quali una attività può provocare più facilmente una crisi asmatica sono:
    • L’attività aerobica.
    • Un’intensità sub-massimale continuativa.
    • Una durata superiore a 6-8 minuti

  • Gli sport meglio tollerati e quindi preferibili sono:
    • Quelli che non comportano iperventilazione e respirazione orale con mancato "condizionamento nasale".
    • Sport di potenza e destrezza che comportano sforzi di breve durata e con scarso incremento della frequenza respiratoria.
    • Vale comunque il principio che il bambino che presenta asma da sforzo è un bambino con un’asma non ben controllata e vanno quindi avvisati la famiglia e il medico curante in modo da poter cambiare o integrare il regime terapeutico.

    L’aumento del respiro (iperventilazione), inoltre, comporta obbligatoriamente una respirazione attraverso la bocca: particolare attenzione dovrebbe essere posta al mantenimento di una funzione ottimale del naso e dei seni paranasali.

    • Effettuare sempre il preriscaldamento: un periodo di preriscaldamento anche se non particolarmente intenso (almeno 10 minuti) prima dell'inizio dell'attività sportiva può evitare l'insorgenza di asma da sforzo.
    • L'interruzione dell'attività fisica deve avvenire con gradualità.
    • Allenamento con carichi di lavoro submassimale per aumentare la massima capacità di sforzo, elevare la soglia anaerobica, ridimensionare il livello di ventilazione per un determinato sforzo.
    • Utilizzare il naso come "condizionatore": la respirazione attraverso il naso, finalizzata a filtrare, riscaldare ed umidificare l'aria, è essenziale per prevenire il verificarsi di asma da sforzo.
    • Sospendere l’attività fisica in caso di infezioni respiratorie (per esempio raffreddore, influenza) e valutare con il pediatra quando riprenderla.
    • Porre attenzione al fattore obesità che costituisce un fattore negativo.
      Il bambino asmatico sovrappeso presenta un facile "affaticamento" per un più basso livello di impegno fisico.


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